Consapevolizzare
SOS OBESITA INFANTILE

L'allarme globale verso l'obesità infantile e le conseguenti campagne di informazione e prevenzione, hanno portato nei genitori maggiore conoscenza e sensibilizzazione e a volte maggiore allarmismo (in alcuni casi immotivato!!) rispetto alla relazione dei loro figli con il cibo e alle conseguenze dell'obesità sulla salute in generale.

A questo però non è seguita una drastica regressione del fenomeno... e questo perché si è focalizzata l 'attenzione delle scuole e dei mass-media, più sugli aspetti "nutrizionali" del problema (assunzione di cibi sani, conteggio delle calorie etc.) che sull' educazione alimentare.

Il cibo è fonte di vita ma è indubbio che sia stato investito nei secoli di tutta un'altra serie di significati: viviamo il cibo come strumento di socializzazione e convivialità, mangiamo per festeggiare un evento speciale una nascita un matrimonio ad esempio, ma mangiamo anche per coccolarci quando siamo tristi, arrabbiati annoiati.. e cosi creiamo un'associazione e un'associazione ripetuta nel tempo crea un'abitudine.

Un'abitudine altro non è che il "nostro modo di funzionare" rispetto al cibo, il nostro pilota automatico.

Vien da sé che nel caso dei bambini ancora dipendenti dalla famiglia, le abitudini e l'origine di queste, vadano ricercate nella routine famigliare. L'esempio dato dai genitori gioca un ruolo fondamentale, difficile convincere un bambino a mangiare sano se i genitori per primi non lo fanno!!! Ricordiamoci che l'alimentazione è un comportamento e in quanto tale viene acquisito nell'età dello sviluppo per emulazione. Ma il giusto esempio non è sufficiente, l'ora del pasto diventa spesso fonte di ansia e di conflitto (genitore/figlio, genitore/genitore) e i genitori si sentono soli e disarmati e trovano soluzioni non sempre sane e funzionali per lo sviluppo psico-nutrizionale del bambino.